Forte di un rapporto di lunga data, Franciscans International ha ospitato una delegazione in rappresentanza della Rete Francescana per i Migranti (RFM) per una missione congiunta di advocacy presso il Forum delle Nazioni Unite sulla Migrazione Internazionale (IMRF) a New York. La visita ha offerto anche l’occasione a FI e ad altri francescani che lavorano con i migranti in tutto il continente americano di rafforzare i rapporti, scambiare analisi regionali e individuare priorità comuni di advocacy.
L’IMRF, che si tiene ogni quattro anni, esamina l’attuazione del Patto Globale per una Migrazione Sicura, Ordinata e Regolare (GCM) del 2018, che definisce un quadro globale per migliorare la governance della migrazione. Sebbene la Dichiarazione sui progressi adottata durante il forum abbia ribadito l’impegno degli Stati nei confronti del GCM, ha anche riconosciuto il persistere di un divario tra tali impegni e la realtà che i migranti vivono sul campo – una questione sollevata ripetutamente dalla società civile e dalle organizzazioni religiose durante tutto l’IMRF.
Prima del forum, i delegati francescani hanno partecipato alla Giornata del Comitato d’Azione della Società Civile e all’audizione multistakeholder dell’IMRF, spazi pensati rispettivamente per rafforzare la collaborazione tra gli attori della società civile e per interagire direttamente con gli Stati membri dell’ONU. In questo contesto, Cecilia Herrera OFS, membro della RFM con sede in Texas che accompagna i migranti da decenni, ha condiviso le preoccupazioni riguardo alla situazione sempre più restrittiva al confine tra Stati Uniti e Messico, dove la paura della detenzione e dell’espulsione sta spingendo molti migranti all’auto-espulsione. FI ha inoltre co-organizzato un evento collaterale di alto livello sul tema “Rispettare i trattati e le leggi sui diritti umani, fondamentali per il GCM e il sistema multilaterale”. Riunendo Stati, esperti delle Nazioni Unite, accademici e rappresentanti della società civile, l’evento ha sottolineato l’importanza del diritto internazionale dei diritti umani come pietra angolare della governance della migrazione.

Durante l’IRMF, che si è tenuto dal 5 all’8 maggio, FI ha anche co-organizzato “Walking with the Messengers of Hope” (Camminando con i messaggeri di speranza), un secondo evento collaterale che ha visto la partecipazione del vescovo Mark Seitz, uno dei principali difensori dei diritti dei migranti negli Stati Uniti, insieme a rappresentanti di organizzazioni francescane e religiose che lavorano direttamente con le comunità di migranti. I partecipanti hanno condiviso esempi di assistenza umanitaria e accompagnamento, tra cui il lavoro del team RFM-Panama, che gestisce un centro di accoglienza per migranti nella città di David. Partendo da queste esperienze, Michelle Dunne OFS, Direttrice Esecutiva del Franciscan Action Network (FAN), ha messo in evidenza alcune strategie che le organizzazioni religiose possono adottare per coinvolgere i legislatori e trasformare le realtà di base in cambiamenti politici concreti.
FI si è inoltre unita alle organizzazioni cattoliche e ai leader pastorali dell’America Latina e dei Caraibi in una dichiarazione congiunta in cui si afferma che la dignità umana non è negoziabile. La dichiarazione ha sottolineato che le politiche incentrate sul controllo, il contenimento, la securitizzazione e l’esternalizzazione non hanno fermato la migrazione, ma l’hanno invece resa più pericolosa. Ha inoltre esortato gli Stati ad affrontare le cause profonde della migrazione, tra cui la disuguaglianza e il cambiamento climatico, garantendo al contempo i diritti e la dignità di tutti i migranti.
FI continuerà a lavorare insieme alla RFM e ad altri partner per rafforzare la difesa dei diritti dei migranti, basandosi sulla collaborazione sviluppata durante l’IMRF per garantire che la governance della migrazione rimanga fondata sui diritti umani e sulla dignità.
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